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8
Jan
    Un cuore sotto l'albero

Il Circolo ENDAS "Il Vecchio Frantoio" ha sostenuto l'iniziativa di solidarietà a favore del reparto di oncoematologia pediatrica dell'ospedale di Perugia.

Grazie a tutti quelli che hanno contribuito con le loro offerte e con il loro sostegno a questo gesto d'amore.

 
 
29
Nov
    Laboratorio Pane e Olio - Foto

Laboratorio "Pane e Olio"

 
   
15
Maggio
   

La mostra “Com’eravamo”  e i bambini

Il grande successo che sta riscuotendo la mostra “Com’eravamo” ci ha spinti  a proporre questa esposizione anche alle scolaresche che vengono in visita presso il nostro circolo per i laboratori del progetto CRIDEA “Cultura che Nutre” (collaborazione tra Istituto Comprensivo Alto Orvietano e CEA Monte Peglia). I bambini, infatti, grazie a questo progetto conoscono le origini del cibo e le materie prime alimentari, per ritrovare un rapporto diretto con gli alimenti di cui si nutrono quotidianamente. In particolare presso il nostro circolo imparano a fare il pane partendo dai singoli ingredienti, passando per l’impasto, a cui partecipano attivamente, fino a giungere alla cottura.

Idealmente, la nostra filosofia è affine al progetto “Cultura che nutre”, poiché con il nostro circolo cerchiamo di rimettere in circolo antichi saperi, sapori e gesti ormai perduti, come profusamente descritto nella pagina Chi Siamo.

Sulla scorta del recupero dei gesti e dell’alimentazione genuina, abbiamo pensato, quindi, di unire il laboratorio del pane con la spiegazione degli oggetti della mostra “Com’eravamo”. Durante le attese per la lievitazione o la cottura del pane, infatti, un operatore mostra ai bambini vari oggetti, stimolando la loro curiosità e cercando di suscitare in loro un’interpretazione dell’oggetto.

I bambini si divertono molto, sono molto curiosi e soprattutto si stupiscono (elemento importantissimo per creare un ricordo profondo e significativo). Confrontando questi “antichi” oggetti con i propri, iniziano a comprende le differenze del loro mondo con quello dei loro nonni o bisnonni. Gli oggetti che suscitano più curiosità sono il prete con la pretina, la macchina del caffè “alla napoletana”, il togli stivali, la stufa a sansa scalda frantoio e soprattutto il cestino da asilo in cartone, abituati come sono a zainetti in materiale plastico.

Tramite questi oggetti, i bambini si riappropriano del loro passato culturale e imparano ad apprezzare con più consapevolezza cio che possiedono nel presente.


 

 
   
29
Aug
   

"Alto Orvietano... Bello di natura!"

Laboratori ed escursioni alla scoperta del territorio

20 Novembre 2013 - COLORI E SAPORI D'AUTUNNO:

I BAMBINI ALLA SCOPERTA DEL BOSCO E DEI PRODOTTI DI STAGIONE

LABORATORIO "PANE E OLIO"

 

A Cura di C.E.A. Monte Peglia - in collaborazione con il Circolo ENDAS "Il Vecchio Frantoio"

Informazioni: Cooperativa Terra
0763 831075 - 334 3650705
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - www.tuttinterra.com

 


 
   
28
Mar
   

Mostra

"Com'eravamo"

esposizione di oggetti della civiltà contadina

dal 1 Aprile al 30 Maggio

aperta dal mercoledì alla domenica dalle ore 10 alle 24

clicca qui per visualizzare la photogallery

La mostra allestita all'interno del circolo avrà vedrà l'esposizione di oggetti di uso quotidiano del mondo contadino....

"Nulla era soltanto decorativo, ogni oggetto aveva la sua funzione. Alcuni oggetti non erano di uso quotidiano: si aspettava allora il giorno della battitura o della mietitura, quando si era in molti e si mettevano fuori quelle grosse pentole di smalto o di rame, o i tegami di coccio, che poi si ripulivano (con la rena, la “rinina”, o con aceto e sale) e dovevano aspettare in bella mostra in cucina uno sposalizio o un'altra battitura per essere usati di nuovo.

Alcuni oggetti tradizionali della cucina.All'interno della cucina faceva bella mostra di sé la madia o qualche volta la staccia. Nella parte inferiore della madia si tenevano i fiaschi e l'olio e nella parte superiore si faceva il pane. La staccia serviva per vagliare la farina, per separare farina bianca, crusca e tritello. Infatti, il grano si macinava al mulino ad acqua, però il mugnaio non aveva strumenti per raffinare la farina. In molti casi non si setacciava la farina ma si lasciava integrale e da questa derivava il “mesquelone”, un pane nero che riempiva di più e saziava con minori quantità. In questo caso la crusca e il tritello, oltre che per gli animali, venivano usati anche per la famiglia. Sopra la madia veniva posta la tramoggia che serviva per mettervi la balla della farina.

Per attingere l'acqua si usavano le brocche o mezzine di rame; più tardi si passò alle pentole di smalto. La padella di latta o di stagno serviva per i mogliecci e le frittate, il padellino per i soffritti. Le pentole e i ramaioli si tenevano sull'“attaccaglino”, una stecca lunga di legno con dei ganci, dove venivano attaccati i rami. I piatti invece erano collocati sulla “piattèa”."

Il testo di queste pagine è tratto da “Valdichiana a Tavola” della Scuola Media Statale P. Berrettini di Camucia – Edizioni Luì

 
   
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